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Big & Open Data per sviluppare la competitività del sistema turistico italiano

Juil 14, 2015

“Il turismo mondiale è un settore che continua a godere di buona salute, con un trend in costante crescita: nel 2014 ha registrato 1,135 miliardi di arrivi internazionali, con un incremento del 4,4% rispetto all'anno precedente. Per quanto riguarda l'Italia, nell'arena della competizione tra mete turistiche internazionali, la graduatoria 2014 conferma il nostro Paese al 5° posto per gli arrivi di turisti stranieri e al 6° posto per gli introiti”. Sono alcuni dei dati dello scenario delineato oggi a Lecce da Cristiano Radaelli, commissario straordinario dell’Enit, intervenuto al convegno “Big & Open: dati e comunità a supporto della smart city”, organizzato da Living Labs presso Palazzo Carafa, in piazza Sant’Oronzo, con la partecipazione, tra gli altri del Sindaco Paolo Perrone.

“Sono molto lieto di partecipare a questo evento dove vengono premiate applicazioni per il settore turistico sviluppate da cittadini e startup in un bando lanciato dalla città di Lecce - conferma Radaelli - È questo un esempio virtuoso per sviluppare il turismo e al contempo l’imprenditorialità e lo sviluppo digitale del territorio.“

“Il trend positivo del turismo – puntualizza Radaelli – non deve tuttavia sottacere il problema della competitività del sistema turistico italiano di fronte alle sfide che si impongono a livello mondiale, con l'inserimento forte di nuovi Paesi sia dal lato della domanda (Cina in primis) sia dal lato dell'offerta (destinazioni nuove o consolidate ma rinnovate nei prodotti turistici)”. Il turismo italiano si trova in una situazione di decrescente competitività, dovuta alla compresenza di criticità strutturali e congiunturali, a cui si aggiunge la limitata capacità di innovare e di seguire i trend di cambiamento provenienti anche dai processi digitali.

Nel settore dei viaggi, il cambiamento delle abitudini e dei consumi sta determinando una crescente “indipendenza” del turista. Si creano così nuovi segmenti di clientela che è possibile intercettare solo dotandosi di strumenti tecnologicamente avanzati che permettano, in particolare al turista straniero, di conoscere e “acquistare” l’Italia. Le attitudini e i comportamenti dei viaggiatori sono infatti sempre più “social” e “digital”. “In questo senso il digitale diventa un driver competitivo assai potente”.

“il vantaggio dei big data – conclude Radaelli – è soprattutto quello di permettere alle città e ai territori di costruire percorsi e offerte sempre più personalizzate e meglio monitorare la soddisfazione percepita dai turisti. La sfida ora è anche puntare sulla formazione alle competenze digitali per avere data scientist in grado di supportare le imprese del settore e le amministrazioni pubbliche delle località turistiche. Per questo, è importante che le università italiane siano in grado di formare sempre più professionisti con questi skill”.

Roma, 14 luglio 2015

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